IL MATTINO ESTATE LUNEDì 29 AGOSTO 2011
IL PREMIO – A PUNTA CAMPANELLA IL FOTO-SAFARI SUBACQUEO
ANTONINO SINISCALCHI
SORRENTO. L’Area marina protetta di Punta Campanella ospiterà giovedì e venerdì la trentunesima edizione del campionato italiano di safari fotografico subacqueo. La kermesse, organizzata dall’associazione Poseidon Team, si aprirà ufficialmente mercoledì alle 16.30 nella sala consiliare del palazzo municipale, con la presentazione della manifestazione che si concluderà sabato alle ore 20.30 con la premiazione dei vincitori nell’anfiteatro del Parco Ibsen. A sfidarsi, nelle acque del mare delle sirene, saranno i 40 fotografi che si sono guadagnati l’accesso alla fase finale vincendo le gare selettive svoltesi nei mesi scorsi su tutto il territorio nazionale. Quattro le categorie previste: Ara Master (autorespiratore e macchina reflex), Ara Compatte (autorespiratore e digitale compatta), Apnea Master (apnea e reflex) ed Apnea compatta (apnea e digitale compatta). Ventitré, invece, i team chiamati a darsi battaglia per conquistare il titolo a squadre. Tutte le immagini scattate saranno suddivise in valutabili e riconoscibili. Le migliori saranno poi sottoposte al giudizio degli esperti, che dovranno assegnare loro un voto da 0 a 10; la somma dei punteggi verrà moltiplicata per un coefficiente fisso tanto più elevato quanto maggiore è la difficoltà ad incontrare e fotografare quella specie. Le seconde sono quelle che verranno premiate con un coefficiente fisso moltiplicato per il coefficiente che indica il valore della specie a cui appartengono. Un premio speciale, infine, sarà assegnato alle foto più significative sia sotto il profilo dell’interesse scientifico-biologico che a livello puramente estetico. Le gare per il campionato di società si svolgeranno giovedì dalle ore 8.30 alle 15; quelle per l’assegnazione del titolo individuale venerdì, sempre dalle ore 8.30 alle 15. I favori del pronostico incoronano il campione uscente, Marco Gargiulo. Figlio d’arte (il padre Enrico è stato campione mondiale a squadre di fotografia subacquea negli anni Ottanta), l’atleta del Poseidon Team si è già aggiudicato il primo premio assoluto ed il trofeo nella categoria Free Master agli ultimi campionati nazionali di Santa Margherita Ligure, senza dimenticare il riconoscimento per la migliore foto della categoria Free Master e per lo scatto più significativo nella competizione a squadre. Tra queste ultime, favorito è il Poseidon Team.

La compagine sorrentina, capitanata da Antonio Mario, è anch’essa campione uscente e punta a confermare il titolo conseguito nell’ultima edizione della kermesse. Un impegno prestigioso per un’associazione sportiva fondata nel giugno 2008 grazie alla passione di alcuni pescatori subacquei sorrentini, con soci sparsi in tutta la regione Campania ma anche alcuni atleti a Latina e nel resto d’Italia. Il Poseidon team, che ha inizia la sua attività sociale con la realizzazione della mostra fotografica di Marco Gargiulo «Sottomarinagrande», organizza competizioni e gare selettive per le discipline della Pesca subacquea, Fotografia subacquea e Tiro al bersaglio subacqueo. Inoltre, organizza corsi di pesca in apnea diretti da istruttori Fipsas, ma è soprattutto interessata alla difesa, tutela e conoscenza del mare. Grazie alla collaborazione con il Lions club penisola sorrentina, infatti, ha organizzato tre edizioni della manifestazione di pulizia dei fondali «Curiamo i giardini di Poseidone», mentre in collaborazione col Cmea ha organizzato la manifestazione «Adotta una stella per un mare più blu» in cui sono stati consegnati ai bambini delle scolaresche sorrentine alcuni quadri fotografici realizzati da Marco Gargiulo.

CALMA APPARENTE

Posted: 29 luglio 2011 in Pesca Sub in Apnea

E rimasi abbandonato lì, a calcolare, con tristezza, che dovevano passare ben otto ore prima che potessi sperare di assaporare il profumo del mare. Era stata una così bella giornata; non potevo che mettermi comodo e dormire sereno. Il risveglio fu uno dei più dolci, mi sentivo al pieno delle forze, avevo dentro di me la carica di 1.000 uomini, non vedevo l’ora di unirmi alla mia SQUADRA. Il solito rito (vestirsi, riguardare l’attrezzatura, rifornirsi di acqua calda…) accompagnò la prima ora, fino a quando giunsi in un paesino vicino, Torre Annunziata. Le strade erano deserte e l’aria era carica di elettricità, sembrava stesse per venir giù una leggera pioggia di marzo; tutti gli amici erano pronti a partire e, tra sinceri e affettuosi saluti, partimmo per il punto di ritrovo, “l’Alfaterna Ovest”. Metà squadra però non era lì, si erano già avviati; non restava, allora, di affrettarsi a fare colazione per raggiungerli. Tutto volgeva per il verso giusto, fin quando, mentre eravamo intenti a raggiungere l’uscita della stanza del bar, una voce rimbombò come un tremendo tuono nelle nostre menti: ”Buona Pesca” disse la ghignante padrona. A ogni modo, una buona risata è una gran bella cosa, è piuttosto rara. Si capiva a prima vista da quanta amarezza erano dipinti i volti di tutti i miei compagni, ma nessuno di loro pensò minimamente ad una vigliacca ritirata, e così dopo i giusti riti scaramantici, ripartimmo per la lontana e tanta attesa AGOPOLI. Il caro Raffaele ebbe ragione ad insistere perchè andassimo comunque, nonostante il tremendo tempo che ci accompagnò per metà viaggio; ma proprio quando le speranze giunsero agli sgoccioli si constatò che il cielo ed il mare ad Agropoli erano a nostro vantaggio, almeno per l’inizio. Il via del capogruppo fu capace di darmi una forza inaudita e così mi avviai velocemente verso il lato destro del campo gara. A primo impatto con l’acqua, fui impressionato da una nuvola di sabbia, esclamai più volte di non vedere niente, decisi quindi di allontanarmi uscendo fuori dalla riva. La scelta si rivelò giusta, perchè la visibilità aumentava man mano che mi allontanavo. Aguzzai la vista come non mai, dato che per quasi un ora non ebbi la fortuna di incontrare niente. Avendo a prua il mare aperto, optai quindi per una virata a dritta di 90 gradi. Ma più mi avvicinavo al porto e più la corrente mi trascinava verso mare aperto. Ad un tratto, come un luccicante faro, vidi da lontano una sagoma(ora sapete come sono i pescatori? cercano sempre di farvi credere che loro sono stati capaci di vedere la bestia più grande e potente, chiamatela pure Moby Dick) capii che dovevo fare un aspetto e così feci. Tra le mani avevo il mio arbalete 70 della Mares, si avvicinò era un Orata; la cosa che saltò subito agli occhi era la frenesia che la caratterizzava, infatti ebbi solo il tempo di assaporare la grandezza, 1,5-2 kg, che scappò senza lasciar nemmeno l’ombra di una misera traccia. Intanto il mare si faceva sentire, e oramai il mio corpo era in balia del vento e delle onde, impaurito e spaventato da una strana corrente, pensai alla scelta più semplice, ritornare a riva. Tanto semplice non fu, perchè i sette o otto metri prima del bagnasciuga erano campo gara di continui infrangersi d’onde, pareva quasi si sfidassero a chi riusciva a toccare il punto più alto. Così giocai d’astuzia e appena ne passò una, la più grande che vidi, mi ci buttai sulla cresta velocizzai così il ritorno a riva. Sano e salvo pensai ai miei compagni che erano ancora in acqua, ebbi paura(devo essere sincero) ma fui tranquillizzato dal mio caro amico Massimo, che di esperienza ne ha da vendere. La gara si terminò nel migliore dei modi, fummo battezzati tutti dalla pioggia. Che giornata, pensai, che dolce poter assaporare a mente tutte le belle esperienze fatte con la nostra SQUADRA, tutte firmate POSEIDON.

CALMA APPARENTE


E rimasi abbandonato lì, a calcolare, con tristezza, che dovevano passare ben otto ore prima che potessi sperare di assaporare il profumo del mare. Era stata una così bella giornata; non potevo che mettermi comodo e dormire sereno. Il risveglio fu uno dei più dolci, mi sentivo al pieno delle forze, avevo dentro di me la carica di 1.000 uomini, non vedevo l’ora di unirmi alla mia SQUADRA.

Il solito rito (vestirsi, riguardare l’attrezzatura, rifornirsi di acqua calda…) accompagnò la prima ora, fino a quando giunsi in un paesino vicino, Torre Annunziata. Le strade erano deserte e l’aria era carica di elettricità, sembrava stesse per venir giù una leggera pioggia di marzo; tutti gli amici erano pronti a partire e, tra sinceri e affettuosi saluti, partimmo per il punto di ritrovo, “l’Alfaterna Ovest”. Metà squadra però non era lì, si erano già avviati; non restava, allora, di affrettarsi a fare colazione per raggiungerli. Tutto volgeva per il verso giusto, fin quando, mentre eravamo intenti a raggiungere l’uscita della stanza del bar, una voce rimbombò come un tremendo tuono nelle nostre menti: ”Buona Pesca” disse la ghignante padrona. A ogni modo, una buona risata è una gran bella cosa, è piuttosto rara. Si capiva a prima vista da quanta amarezza erano dipinti i volti di tutti i miei compagni, ma nessuno di loro pensò minimamente ad una vigliacca ritirata, e così dopo i giusti riti scaramantici, ripartimmo per la lontana e tanta attesa AGROPOLI.

Il caro Raffaele ebbe ragione ad insistere perchè andassimo comunque, nonostante il tremendo tempo che ci accompagnò per metà viaggio; ma proprio quando le speranze giunsero agli sgoccioli si constatò che il cielo ed il mare ad Agropoli erano a nostro vantaggio, almeno per l’inizio. Il via del capogruppo fu capace di darmi una forza inaudita e così mi avviai velocemente verso il lato destro del campo gara. A primo impatto con l’acqua, fui impressionato da una nuvola di sabbia, esclamai più volte di non vedere niente, decisi quindi di allontanarmi uscendo fuori dalla riva. La scelta si rivelò giusta, perchè la visibilità aumentava man mano che mi allontanavo. Aguzzai la vista come non mai, dato che per quasi un ora non ebbi la fortuna di incontrare niente. Avendo a prua il mare aperto, optai quindi per una virata a dritta di 90 gradi. Ma più mi avvicinavo al porto e più la corrente mi trascinava verso mare aperto. Ad un tratto, come un luccicante faro, vidi da lontano una sagoma(ora sapete come sono i pescatori? cercano sempre di farvi credere che loro sono stati capaci di vedere la bestia più grande e potente, chiamatela pure Moby Dick) capii che dovevo fare un aspetto e così feci. Tra le mani avevo il mio arbalete 70 della Mares, si avvicinò era un Orata; la cosa che saltò subito agli occhi era la frenesia che la caratterizzava, infatti ebbi solo il tempo di assaporare la grandezza, 1,5-2 kg, che scappò senza lasciar nemmeno l’ombra di una misera traccia.

Intanto il mare si faceva sentire, e oramai il mio corpo era in balia del vento e delle onde, impaurito e spaventato da una strana corrente, pensai alla scelta più semplice, ritornare a riva. Tanto semplice non fu, perchè i sette o otto metri prima del bagnasciuga erano campo gara di continui infrangersi d’onde, pareva quasi si sfidassero a chi riusciva a toccare il punto più alto. Così giocai d’astuzia e appena ne passò una, la più grande che vidi, mi ci buttai sulla cresta velocizzai così il ritorno a riva. Sano e salvo pensai ai miei compagni che erano ancora in acqua, ebbi paura(devo essere sincero) ma fui tranquillizzato dal mio caro amico Massimo, che di esperienza ne ha da vendere.

La gara si terminò nel migliore dei modi, fummo battezzati tutti dalla pioggia. Che giornata, pensai, che dolce poter assaporare a mente tutte le belle esperienze fatte con la nostra SQUADRA, tutte firmate POSEIDON.

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Finto dormiente.
Sant’Antonio Abate.
27 febbraio dell’anno 2011, ore 01:14.
Sergente Claudio Iorio.
Ricorreva l’amara consapevolezza delle poche ore di sonno che mi dividevano dalla gara. Attivata la sveglia alle 5:00 mi metto comodo nella mia branda. Circa 3:30, le ore trascorse a dormire, ma nemmeno il primo suono della strillante sveglia e sono già in piedi. Tutto era pronto sulla spalliera della branda, pochi i secondi per vestirsi. Il tempo di ricontrollare attentamente i fucili, caricare l’attrezzatura e sono già in macchina, ma vengo colto da un improvviso richiamo della natura; e così salgo di nuovo in casa e mi attacco letteralmente al bagno. I minuti trascorrono inverosimilmente e mi ritrovo a dover schiacciare l’acceleratore per raggiungere il primo punto di ritrovo.

Ansia adrenalinica.
Gragnano.
Ore 05:45.
Serg. Claudio Iorio, Serg. Antonio Mascolo
La strada è ancora deserta e bastano pochi minuti per ritrovare il compagno di squadra. Velocemente ci aiutiamo a vicenda per caricare la sua attrezzatura, sistemandola metodicamente. Siamo in partenza alle 05:55, i pensieri sono ricchi di poca speranza per poterci ritrovare all’orario previsto. Strade cittadine, caselli e autostrada vuoti, non impediscono i quasi 10 minuti di ritardo. La nostra squadra però si dimostra buona e nessuna critica oralmente parte, ma la sicurezza che quelle mentali c’erano ed erano pure toste, mi da la carica di fare a 5 a 5 i gradini dell’edificio Alfaterna Ovest. La colazione è veloce ed in compagnia dell’Ammiraglio Antonio Mascolo, dell’Ammiraglio di Squadra Massimo D’Antonio . Riunitasi all’esterno dell’edificio la Squadra Poseidon è in partenza.

Alba ghiacciata.
SS18, direzione Acciaroli.
Ore 07:00.
Squadra Poseidon.
Il viaggio prosegue tra la vasta e pianeggiante area Campana. I cristalli di ghiaccio fanno da velo protettivo ai campi di erba. Al susseguirsi di curve e sorpassi multipli di 3 fanno capo alla formazione:
1) Contrammiraglio Cataldi Raffaele e l’Ammiraglio di Squadra D’Antonio Massimo.
2) Ammiraglio Mascolo Antonio – Tenente Contursi Maurizio;
3) Sergente Iorio Claudio – Sergente Mascolo Antonio (II);
4) Ammiraglio di Divisione Esposito Domenico – Sergente Brancaccio Luigi;
5) Sergente Veniero e Padre.
Dopo una sosta “forzata” dovuta ad un posto di blocco dei CARABINIERI, ed una spaventosa caduta per una banale foto da parte dell’Ammiraglio Mascolo e del Tenente Contursi, la squadra è arrivata a destinazione poco prima delle 08:00.

Passo falso.
Spiaggia di Acciaroli.
Ore 08:30.
Tutti contro Tutti.
L’Ammiraglio Mascolo incredibilmente urla il “VIA” con la consapevolezza che uno dei suoi è rimasto ancora a terra, prendendosi i meritatissimi “insulti” dell’Amm. Di Squadra D’Antonio, che era ancora intento ad indossare le pinne. Tutti finalmente in acqua, ognuno prende la sua strada appuntamento alle 12:00 sulla spiaggia.

La mattina ha un tocco salutare per la mente, tutto è silenzioso. La mangianza è scarsa e, forse, poco visibile agli occhi meno esperti come i miei. Le uniche prede che riesco a vedere a tiro sono un cefalo, sottopeso, sparato con l’arbalete 70 della MARES. L’altra preda l’ho vista mangiare su uno spruzzo di sabbia era una triglia enorme, ma mentre mi nascondevo tra la poseidonia per mirare, da sotto il petto un polpo si alza quasi come se volesse intimorirmi ma non ci penso 2 volte e sparo al polpo che per dimensioni era molte volte più della triglia, questa volta lo insagolo con l’arbalete T20 carbon 90 della OMER. A poco mi è servito il 50 da tana MARES ad aria compressa, anche se ho combattuto per un pò con un tordo verdone ,più che in peso, perdendolo.
L’attrezzatura che ho portato con me in acqua, oltre ai tre fucili, era il fedele coltello BOB legato allo stinco destro, e il palloncino a boa.

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E’ stata una giornata memorabile. Queste sono le cose belle della vita, quelle semplici, che ti fanno ricordare che esiste una SQUADRA che, in una giornata di GARA, riesce a mettere da parte la competitività per lasciar spazio alla felicità e all’amicizia PURA!

La seconda tappa del circuito di Tiro al Bersaglio Subacqueo si è svolta presso la piscina di Castellammare di Stabia il 14 novembre scorso ed ha visto partecipare 29 atleti in rappresentanza di 5 società.

Un momento della gara

La gara si è svolta nel consueto, oramai, clima amichevole. Oltre alle solite facce note c’erano anche dei debuttanti associati ad Apnea Magazine, che si sono comportati più che degnamente, supportati moralmente dal buon Rubeo e tecnicamente dai forti atleti siciliani.

Atleti in gara

Il Tiro libero maschile si è svolto ad un ritmo serrato che ha permesso, a noi organizzatori, di ottimizzare i tempi in vista del pranzo post gara previsto per le 13:30 e che nessuno voleva assolutamente perdere!

La competizione è stata vinta dal buon Damiata che per tutta la durata della gara ha continuata a canticchiare un suo jingle personale (che ancora rimbomba nelle teste di tutti gli atleti e organizzatori, e forse anche in quelle dei camerieri); il giovane siciliano si è aggiudicato entrambe le manche, rispettivamente con i punteggi di 1885 nella prima e di 1990 nella seconda, totale 3875 record italiano con il nuovo sistema di rilevamento punteggi. Una prestazione che è degna dell’applauso che riceve da tutti coloro che sono presenti durante la cerimonia di premiazione.

Uno dei due bersagli del record

Il Tiro Femminile viene vinto dalla Marini che inanella una buona prestazione anche se “sporcata” da un ingarbugliamento della sagola nella prima manche. Però poi nel biathlon femminile anche lei firma la manifestazione insagolando un tempone: 124 secondi, migliorando il precedente record italiano di ben 10 secondi.

La staffetta vede trionfare il trio del Poseidon Team davanti al Sub Club di Brescia ed alla staffetta mista di Apnea Magazine e Blu Deep, una gran bella conferma dei campioni italiani in carica, che confermano di essere la squadra da battere in questa specialità.

La staffetta del Poseidon Campione d'Italia si conferma ancora ai massimi livelli.

E veniamo al Biathlon maschile, dove in acqua nell’ultima batteria è schierato un parterre di tutto rispetto: Melluzzo, Albano, Scapellato e Meduri, praticamente quasi una finale da Campionato Italiano. Al via si nota subito la grossa differenza con gli altri che, seppur con spirito di sacrificio affrontano il biathlon, i ragazzi in questa batteria praticano un altro sport, ed alla fine in 3 escono quasi all’unisono, con grande disperazione dei cronometristi e del giudice di gara Marco Solano.

La competizione viene assegnata con 5 tiri validi in 88 secondi e 40 centesimi al siciliano Melluzzo, seguito da Albano e Scapellato.

podio biathlon

La premiazione si svolge presso l’hotel dei Congressi, dove tutti gli astanti partecipano con gioia dopo il pranzo post gara, durante la cerimonia vengono premiati anche i Campioni regionali:

Antonio Terminiello – Tiro libero

Gargiulo Giuseppe – Biathlon

Di Capua Francesca – Tiro libero e biathlon

Poseidon Team asd – Staffetta

Per noi organizzatori è stato un impegno difficile, causa la carenza di strutture sul territorio e anche perché si è trattato di organizzare due edizioni del memorial nello stesso anno solare, ma il miglior premio è stato vedere le facce degli atleti durante la gara e poi dopo durante la cerimonia di premiazione.

Ora è tempo di rilassarsi, al prossimo anno agonistico!

Acquafredda – 24/10/2010

Posted: 3 novembre 2010 in Pesca Sub in Apnea

Ancora una volta il Team è stato impegnato in una due giorni massacrante per l’organizzazione della selettiva di pesca in apnea valida per la zona 8 e di nostra competenza per il campionato italiano 2010/2011.

Ed ancora una volta non abbiamo deluso:

  • pieno successo organizzativo;
  • primo assoluto Antonio Mascolo del nostro Team
  • prima squadra classificata il Poseidon Team.

Certo le condizioni marine, come spesso accade in questo periodo, non sono state le migliori, ma alla fine gli atleti sono riusciti a portare a terra ben sette carnieri validi, composti soprattutto da pesce bianco, anche se di taglia modesta.

Ecco la classifica:

MASCOLO ANTONIO POSEIDON TEAM               5.199
TORTORELLA GIUSEPPE CANOTTIERI IRNO              3.071
GERTRUDE BRUNO MASSIMO D’ASTA              2.054
FAUCI MASSIMO SAILING MOON                  1.943
SEPE LUCA LNI POZZUOLI                       986
MENNA VINCENZO SAILING MOON                     946
CELENTANO SANDRO MISTRAL CLUB                      930

 

A squadre:

Poseidon Team             5.199

Canottieri Irno              3.071

Sailing Moon                  2.889        

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ACQUAFREDDA 24 ottobre 2010 – il video

Posted: 24 ottobre 2010 in Home

[http://www.youtube.com/watch?v=s3K2LlI8scg]

Parlaci di te e dei tuoi risultati

Per chi non mi conoscesse, mi chiamo Giuseppe Meduri, ma per molti ormai sono soltanto Pepu, che è il nomignolo con cui il mio caro amico Pino Ambrogio mi chiamava scherzosamente da ragazzo e che scelsi come nick name su internet, visto che fu il primo a portarmi a pesca con lui.

Questi sono i risultati più importanti nel Tiro Sub che posso ricordare:

2004 – 2° Classificato Staffetta per Società  C.I. Catania

2008 – 3° Classificato Biathlon C.I. Modena

Campione Regionale di Biathlon

1° Classificato staffetta per Nazioni “Coppa Città di Vignola” (Vignola-Mo)

2° Classificato Biathlon gara Internazionale Open “Coppa Città di Vignola”

2° Classificato Tiro Libero gara Internazionale Open “Coppa Città di Vignola”

2009 – 2° Classificato Tiro C.I. Lignano Sabbiadoro

Campione Provinciale di Tiro Libero

Campione Regionale di Tiro Libero

1° Classificato Tiro Libero gara Internazionale Lille (Francia)

1° Classificato Biathlon gara Internazionale Lille (Francia)

1° Classificato staffetta per Nazioni gara Internazionale Lille (Francia)

Record Italiano di punteggio nel Tiro Libero con 3.950 punti

2010 – 3° Classificato Gran Prix di apnea e tiro sub Desenzano del Garda

2° Classificato Biathlon C.I. Lignano Sabbiadoro

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Ci racconti come hai iniziato e  cosa ti ha spinto a provare?

Correva l’anno 2004 dopo Cristo… eh eh, sembra passata una vita, in realtà sono trascorsi soltanto sei anni da quella benedetta sera in cui, uscendo dalla vasca dopo il corso di Apnea al quale mi ero iscritto, vidi tre “loschi” figuri che armeggiavano con fucili per la pesca in apnea e strane sagome con  i bersagli.

Essendo un “animaletto curioso” la domanda nacque spontanea e la volta successiva ero in acqua con loro a provare il Tiro al Bersaglio Subacqueo.

Avevo appena incrociato il mio destino con tre Campioni, divenuti poi miei Maestri e grandi amici.

Non so se hai mai sentito parlare di Tino De Luca, Roberto Singia e Marco Vergine?

Ero appena stato reclutato nella squadra più titolata d’Italia, il Sub Club Brescia.

Come si fa a riconfermarsi per più volte campione italiano(non conosco il tuo palmares, correggimi se sbaglio)? Non può essere un caso: vorremmo che ci svelassi qualche segreto.

Chiamo De Luca (ct nazionale Italiana di Tiro al bersaglio subacqueo) o Singia (coordinatore nazionale per la promozione del tiro a bersaglio subacqueo) e ti faccio sapere come hanno fatto!

Purtroppo la vittoria di un Campionato Italiano mi manca ancora e fa male al mio orgoglio, in quanto sento di poterci arrivare, soprattutto nel Tiro Libero.

Al mio primo Campionato Italiano a Catania nel 2004 fui scelto da Tino e Roberto per affiancarli nella Staffetta per Società e l’emozione fu tale che sbagliai clamorosamente il mio secondo tiro, facendo arrivare la squadra al secondo posto ad una manciata di punti dal Nuoto Sub Vignola.

Fu un Campionato dove il Sub Club Brescia vinse diversi Trofei nelle varie discipline individuali, per cui, nel dividerci le coppe da portarci in mano in aereo perché non entravano nei bagagli (eravamo in quattro, una a testa), Roberto Singia mi porse la coppa del secondo posto nella Staffetta esclamando la famosa frase: – Beppe, questa la porti tu perché questa è “coppa” tua! –

Rimpiango molto quell’occasione sprecata, ma soprattutto l’impossibilità di gareggiare nuovamente nella Staffetta con Tino e Roberto, poi passati all’Europa Sporting Club.

Da allora, ho fatto molti progressi ma è solo negli ultimi tre anni che ho sfiorato la vittoria, l’anno scorso nel Tiro Libero (per soli 50 punti…) e quest’anno nel Biathlon dietro ad un Maestoso Marco Albano.

Gli altri risultati di prestigio con la Nazionale hanno sicuramente un valore emozionale enorme per quello che rappresentano, ma vanno valutati a sé, almeno fino a quando non si riuscirà a ricreare un circuito internazionale con competizioni ufficiali, riconosciute anche dalla CMAS

Affrontare le gare sapendo di non poter fare male è fonte di ansia in tanti atleti, come la superi?

Non la supero, purtroppo! E questo è il motivo per cui sia nel 2008 sia quest’anno ho bucato la gara più importante della stagione nel Tiro Libero. Questa disciplina, al contrario del Biathlon, necessita di una serenità interiore ed una concentrazione assoluta, per riuscire a tirare fuori il massimo dalle proprie potenzialità.

Nelle selettive, dato che il carico percepito è inferiore, sono riuscito a fare spesso bene, anche quando non ho vinto, ma chiudendo la gara soddisfatto della mia prestazione.

E’ importante ricordare che nel Tiro Sub la vera gara è contro noi stessi, per cui quello che conta è avere dato il massimo, anche se qualcuno è stato più bravo di noi.

Questa è la vera forza di questo meraviglioso sport!

Ci racconti qualcosa di subacquatica 2010?

Questa manifestazione ideata dal settore Attività Subacquee della FIPSAS è semplicemente geniale.

Mettendo insieme tutte le gare più importanti delle discipline indoor del settore, si è ottenuto il vantaggio di riuscire a focalizzare l’attenzione da parte dei media su tutte le discipline, mettendo insieme i migliori atleti d’Italia che hanno avuto modo di conoscersi, seguire da pubblico indotto le performances nelle discipline diverse dalle proprie e addirittura promuovere degli scambi di esperienze facilitando la crescita collettiva, laddove i diversi mondi non si sarebbero probabilmente mai incontrati.

Seppure con i dovuti correttivi, sempre necessari in ogni attività della vita, questa formula merita di essere portata avanti ancora a lungo!

Il Tirosub ha una caratteristica particolare, la goliardia, spiegaci perché e come mai non la ritroviamo nelle altre specialità.

Forse perché non esiste la possibilità di avere dei centri “mal conservati”?

Partecipare ad una gara di Tiro Sub è una festa, mentre in altre discipline che ben conosco perché le pratico, come la Pesca in Apnea Agonistica, ad ogni gara sembra di partire per la guerra ed io non ho scelto certo di arruolarmi…

Come accennavo prima, nel Tiro Sub la vittoria la puoi ottenere anche arrivando ultimo, se sei riuscito a migliorarti rispetto alla gara precedente.

Chi vince è perché è stato più bravo e chi arriva dietro può solo recriminare contro sé stesso e gli errori commessi, non perché il vincitore possa avere barato portando pesci marci, pescati giorni prima o catturando la grossa preda inaspettata con una grande dose di fattore “C”.

Questa è la formula che in altre discipline non è facile da ricercare.

L’ambiente è consapevole di fare parte di una disciplina minore tra le minori, per cui tutti hanno vantaggio dal promuoverla il più possibile, soprattutto aiutando i neofiti a migliorare in fretta e diventare competitivi, trovando a loro volta nuovi proseliti.

E quale migliore promozione è fare diventare una selettiva l’occasione per stare una giornata tra amici, sport e sano divertimento?

Non credo serva molto altro…

Le attrezzature rivestono una importanza particolare, cosa bisogna curare sempre e cosa si può lasciare al caso?

Per rispondere a questa domanda dovrei scrivere un libro, ma sintetizzo dicendo che la cura delle attrezzature per il Tiratore Sub è semplicemente maniacale.

Nulla va lasciato al caso, affinché l’errore non costituisca un alibi per prendercela col fucile o con la pinna che secondo il nostro ego non ha fatto il suo dovere.

Ad esempio, come mi è stato insegnato, prima di ogni gara sostituisco la sagola di nylon al fucile da Tiro Libero in occasione dell’ultimo allenamento prima della gara e verifico in modo spasmodico ogni particolare della mia attrezzatura, prima e durante la competizione, soprattutto nel riporre il fucile e le altre attrezzature in modo da evitare che possano essere danneggiate accidentalmente o lasciando in giro vari pezzi di attrezzature, che non ti ritrovi nel momento in cui devi entrare in acqua per effettuare la tua prova.

La specialità in cui eccelli è il biathlon, pensi sia alla portata di tutti?

Assolutamente si!

A parte che non è che io eccelli, a dire il vero è solo dal 2008 che ho trovato la formula giusta per stare a ridosso dei Campioni veri di questa disciplina, traendo stimolo dai loro risultati.

Quando al mio primo Campionato Italiano nel 2004 vidi fare il Biathlon a Davide Mighali e Gianni Scapellato, il primo pensiero fu quello che non sarei mai riuscito a farlo nemmeno lontanamente.

I primi tentativi erano goffi e molto faticosi, ma poi col tempo e con l’applicazione metodica finalizzata all’acquisizione degli automatismi, i tempi si sono progressivamente abbassati e penso che posso ancora limare una decina di secondi, impegnandomi ancora di più!

A differenza del Tiro Libero in cui occorre fare un vero percorso interiore lungo qualche anno per cominciare a consolidare determinati risultati con continuità, nel Biathlon chiunque, con una metodica preparazione ed il dovuto impegno, può bruciare le tappe in pochissimo tempo e diventare competitivo.

Dai tre consigli ai neofiti e a coloro che vogliono affacciarsi a questa disciplina.

1)     Il Biathlon non è così brutto come lo si dipinge… Cominciate con calma senza pretendere di fare subito tempi da capogiro, ma provate i percorsi ogni volta che potete, anche senza fucile;

2)     Allenatevi con costanza e secondo dei percorsi graduali mirati ad acquisire e consolidare gli automatismi di questa disciplina, unico vero segreto per migliorare

3)     Guardatevi su You Tube i video del Maestro Gianni Scapellato e fate come ho fatto io, copiate tutto quello che fa, nei minimi particolari! In poco tempo otterrete ottimi risultati!

Qual è il futuro del tiro a bersaglio subacqueo?

Mi piacerebbe dire roseo perché questo sport lo merita tutto ed è una vergogna che non sia praticato da un numero importante di atleti.

Il freno più grosso è la mancanza di impianti disponibili ad ospitare gli allenamenti e quindi la possibilità di fare provare ed avvicinare gente nuova.

Tuttavia, la politica lungimirante della Federazione fa ben sperare, così come l’impegno di molte società che stanno emergendo in modo molto brillante, coinvolgendo nuovi appassionati.

Qualcuno ci vede come l’alternativa “ecologica” alla pesca in apnea, ma non è assolutamente così e dobbiamo mantenere la nostra dignità ed identità di sport di Tiro come il più blasonato Tiro con l’Arco e le varie discipline di Tiro con le armi da fuoco, divenute discipline Olimpiche.

Il salto di qualità lo possiamo fare dando visibilità alla disciplina, facendoci conoscere con apparizioni in TV e giornali.

Ci stiamo lavorando, ci vuole del tempo, ma sono fiducioso!

Bacheca dei titoli conquistati dal Poseidon Team dal 2008, anno della sua nascita, ad oggi:

PESCASUB

14 novembre 2008 -  Agropoli  – I Trofeo Poseidon – Selettiva Zona 8 di Pesca in Apnea

- 1° Classificato – Longobardi Flavio

- 1^ Società classificata – Poseidon Team

 

04 ottobre 2009 – Maratea – II Trofeo Poseidon – Selettiva Zona 8 di Pesca in Apnea

- 1° ClassficatoCataldi Raffaele

- 1^ Società classificata – Poseidon Team

24 ottobre 2010 -  Acquafredda  - III Trofeo Poseidon – Selettiva Zona 8 di Pesca in Apnea

- 1° ClassficatoMascolo Antonio

- 1^ Società classificata – Poseidon Team


TIRO AL BERSAGLIO SUBACQUEO

25  aprile 2009 I MEMORIAL NICO – SELETTIVA NAZIONALE/CAMPIONATO REGIONALE  TIRO AL BERSAGLIO SUBACQUEO – Castellammare di Stabia

  • 1° Classificato Campionato Regionale  Tiro libero – Errichiello Vincenzo
  • 2^ Classificata cat. tiro libero femminile – selettiva nazionale Di Capua Francesca
  • 1^ Società classificata cat. staffetta Campionato Regionale/Selettiva nazionale – Poseidon Team (Longobardi F. Errichiello – Terminiello)
  • 3° Classificato selettiva nazionale tiro libero – Errichiello Vincenzo

31 gennaio 2010 I TROFEO CITTA’ DI ROMA- SELETTIVA NAZIONALE

  • 2° Classificato cat. tiro libero – Esposito Domenico
  • 2^ classificata cat. staffetta – Poseidon Team

21 febbraio 2010 – I TROFEO CITTA’ DI LATINA – SELETTIVA NAZIONALE

  • 3° Classificato cat. tiro libero – Esposito Domenico
  • 1^ Classificata cat. staffetta – Poseidon Team (Esposito D. – Gargiulo G. – Terminiello A.)

07 marzo 2010 – III TROFEO EURPO SPORTING CLUB -  BRESCIA – SELETTIVA NAZIONALE

  • 3^ Classificata cat. staffetta – Poseidon Team (Esposito D.)- Eridania – Apnea Blu Mare

25  aprile 2010 – II MEMORIAL NICO – SELETTIVA NAZIONALE/CAMPIONATO REGIONALE  TIRO AL BERSAGLIO SUBACQUEO – Castellammare di Stabia

  • 1° Classificato Campionato Regionale  Tiro libero – Errichiello Vincenzo
  • 1^ Società classificata cat. staffetta Campionato Regionale/selettiva nazionale – Poseidon Team (Esposito D. Gargiulo G. – Longobardi F.)
  • 1° Classificato campionato regionale biathlon – Longobardi Flavio
  • 2° Classificato cat. tiro libero – selettiva nazionale Errichiello Vincenzo
  • 2^ Classificata cat. tiro libero femminile – selettiva nazionale Di Capua Francesca

CAMPIONATO ITALIANO TIRO AL BERSAGLIO SUBACQUEO 2010- Lignano Sabbiadoro

– 1° Classificato Cat. Staffetta  - Esposito Domenico – Errichiello Vincenzo – Gargiulo Giuseppe

capitano Terminiello Antonio


FOTOGRAFIA SUBACQUEA

2° Trofeo Nereidi 2009 - Pozzuoli

- 4 ° Classificato Cat. Reflex – Gargiulo Marco

3° Trofeo Tirreno Sub 2010 - Riva di Traiano

- 2° Classificato Cat. Reflex – Gargiulo Marco

SAFARI FOTOGRAFICO SUBACQUEO

1° SAFARI FOTOSUB POSEIDON 2009 - Massa Lubrense

- 3° Classificato Cat. Freemaster – Gargiulo Marco

-4° Classificato Cat. Digitali Compatte – Mario Antonio

29° CAMPIONATO ITALIANO SAFARI FOTOSUB 2009 - Ustica

- 5° Classificato a Squadre – Gargiulo Marco – Liguori Gianpiero

- 7° Classificato Cat. Freemaster – Gargiulo Marco

2° SAFARI FOTOSUB POSEIDON 2010 - Massa Lubrense

- 1° Classificato Assoluto - Gargiulo Marco

- 2° Classificato Assoluto - Liguori Gianpiero

- 1° Classificato Cat. Freemaster - Gargiulo Marco

- 2° Classificato Cat. Freemaster – Liguori Gianpiero


- 1° Classificato Cat. Digitali Compatte - Gargiulo Arturo

- 2° Classificato Cat. Digitali Compatte - Mario Antonio

30° CAMPIONATO ITALIANO SAFARI FOTOSUB 2010 - Portofino

– 1° Classificato a Squadre – Gargiulo Marco – Liguori Gianpiero 

– 1° Classificato Assoluto – Gargiulo Marco 

– 1° Classificato Cat. Freemaster – Gargiulo Marco 

- Premio Migliore Foto Cat. Freemaster – Gargiulo Marco

- Premio Foto più Significativa – Gargiulo Marco