Parlaci di te e dei tuoi risultati
Per chi non mi conoscesse, mi chiamo Giuseppe Meduri, ma per molti ormai sono soltanto Pepu, che è il nomignolo con cui il mio caro amico Pino Ambrogio mi chiamava scherzosamente da ragazzo e che scelsi come nick name su internet, visto che fu il primo a portarmi a pesca con lui.
Questi sono i risultati più importanti nel Tiro Sub che posso ricordare:
2004 – 2° Classificato Staffetta per Società C.I. Catania
2008 – 3° Classificato Biathlon C.I. Modena
Campione Regionale di Biathlon
1° Classificato staffetta per Nazioni “Coppa Città di Vignola” (Vignola-Mo)
2° Classificato Biathlon gara Internazionale Open “Coppa Città di Vignola”
2° Classificato Tiro Libero gara Internazionale Open “Coppa Città di Vignola”
2009 – 2° Classificato Tiro C.I. Lignano Sabbiadoro
Campione Provinciale di Tiro Libero
Campione Regionale di Tiro Libero
1° Classificato Tiro Libero gara Internazionale Lille (Francia)
1° Classificato Biathlon gara Internazionale Lille (Francia)
1° Classificato staffetta per Nazioni gara Internazionale Lille (Francia)
Record Italiano di punteggio nel Tiro Libero con 3.950 punti
2010 – 3° Classificato Gran Prix di apnea e tiro sub Desenzano del Garda
2° Classificato Biathlon C.I. Lignano Sabbiadoro
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Ci racconti come hai iniziato e cosa ti ha spinto a provare?
Correva l’anno 2004 dopo Cristo… eh eh, sembra passata una vita, in realtà sono trascorsi soltanto sei anni da quella benedetta sera in cui, uscendo dalla vasca dopo il corso di Apnea al quale mi ero iscritto, vidi tre “loschi” figuri che armeggiavano con fucili per la pesca in apnea e strane sagome con i bersagli.
Essendo un “animaletto curioso” la domanda nacque spontanea e la volta successiva ero in acqua con loro a provare il Tiro al Bersaglio Subacqueo.
Avevo appena incrociato il mio destino con tre Campioni, divenuti poi miei Maestri e grandi amici.
Non so se hai mai sentito parlare di Tino De Luca, Roberto Singia e Marco Vergine?
Ero appena stato reclutato nella squadra più titolata d’Italia, il Sub Club Brescia.
Come si fa a riconfermarsi per più volte campione italiano(non conosco il tuo palmares, correggimi se sbaglio)? Non può essere un caso: vorremmo che ci svelassi qualche segreto.
Chiamo De Luca (ct nazionale Italiana di Tiro al bersaglio subacqueo) o Singia (coordinatore nazionale per la promozione del tiro a bersaglio subacqueo) e ti faccio sapere come hanno fatto!
Purtroppo la vittoria di un Campionato Italiano mi manca ancora e fa male al mio orgoglio, in quanto sento di poterci arrivare, soprattutto nel Tiro Libero.
Al mio primo Campionato Italiano a Catania nel 2004 fui scelto da Tino e Roberto per affiancarli nella Staffetta per Società e l’emozione fu tale che sbagliai clamorosamente il mio secondo tiro, facendo arrivare la squadra al secondo posto ad una manciata di punti dal Nuoto Sub Vignola.
Fu un Campionato dove il Sub Club Brescia vinse diversi Trofei nelle varie discipline individuali, per cui, nel dividerci le coppe da portarci in mano in aereo perché non entravano nei bagagli (eravamo in quattro, una a testa), Roberto Singia mi porse la coppa del secondo posto nella Staffetta esclamando la famosa frase: – Beppe, questa la porti tu perché questa è “coppa” tua! –
Rimpiango molto quell’occasione sprecata, ma soprattutto l’impossibilità di gareggiare nuovamente nella Staffetta con Tino e Roberto, poi passati all’Europa Sporting Club.
Da allora, ho fatto molti progressi ma è solo negli ultimi tre anni che ho sfiorato la vittoria, l’anno scorso nel Tiro Libero (per soli 50 punti…) e quest’anno nel Biathlon dietro ad un Maestoso Marco Albano.
Gli altri risultati di prestigio con la Nazionale hanno sicuramente un valore emozionale enorme per quello che rappresentano, ma vanno valutati a sé, almeno fino a quando non si riuscirà a ricreare un circuito internazionale con competizioni ufficiali, riconosciute anche dalla CMAS
Affrontare le gare sapendo di non poter fare male è fonte di ansia in tanti atleti, come la superi?
Non la supero, purtroppo! E questo è il motivo per cui sia nel 2008 sia quest’anno ho bucato la gara più importante della stagione nel Tiro Libero. Questa disciplina, al contrario del Biathlon, necessita di una serenità interiore ed una concentrazione assoluta, per riuscire a tirare fuori il massimo dalle proprie potenzialità.
Nelle selettive, dato che il carico percepito è inferiore, sono riuscito a fare spesso bene, anche quando non ho vinto, ma chiudendo la gara soddisfatto della mia prestazione.
E’ importante ricordare che nel Tiro Sub la vera gara è contro noi stessi, per cui quello che conta è avere dato il massimo, anche se qualcuno è stato più bravo di noi.
Questa è la vera forza di questo meraviglioso sport!
Ci racconti qualcosa di subacquatica 2010?
Questa manifestazione ideata dal settore Attività Subacquee della FIPSAS è semplicemente geniale.
Mettendo insieme tutte le gare più importanti delle discipline indoor del settore, si è ottenuto il vantaggio di riuscire a focalizzare l’attenzione da parte dei media su tutte le discipline, mettendo insieme i migliori atleti d’Italia che hanno avuto modo di conoscersi, seguire da pubblico indotto le performances nelle discipline diverse dalle proprie e addirittura promuovere degli scambi di esperienze facilitando la crescita collettiva, laddove i diversi mondi non si sarebbero probabilmente mai incontrati.
Seppure con i dovuti correttivi, sempre necessari in ogni attività della vita, questa formula merita di essere portata avanti ancora a lungo!
Il Tirosub ha una caratteristica particolare, la goliardia, spiegaci perché e come mai non la ritroviamo nelle altre specialità.
Forse perché non esiste la possibilità di avere dei centri “mal conservati”?
Partecipare ad una gara di Tiro Sub è una festa, mentre in altre discipline che ben conosco perché le pratico, come la Pesca in Apnea Agonistica, ad ogni gara sembra di partire per la guerra ed io non ho scelto certo di arruolarmi…
Come accennavo prima, nel Tiro Sub la vittoria la puoi ottenere anche arrivando ultimo, se sei riuscito a migliorarti rispetto alla gara precedente.
Chi vince è perché è stato più bravo e chi arriva dietro può solo recriminare contro sé stesso e gli errori commessi, non perché il vincitore possa avere barato portando pesci marci, pescati giorni prima o catturando la grossa preda inaspettata con una grande dose di fattore “C”.
Questa è la formula che in altre discipline non è facile da ricercare.
L’ambiente è consapevole di fare parte di una disciplina minore tra le minori, per cui tutti hanno vantaggio dal promuoverla il più possibile, soprattutto aiutando i neofiti a migliorare in fretta e diventare competitivi, trovando a loro volta nuovi proseliti.
E quale migliore promozione è fare diventare una selettiva l’occasione per stare una giornata tra amici, sport e sano divertimento?
Non credo serva molto altro…
Le attrezzature rivestono una importanza particolare, cosa bisogna curare sempre e cosa si può lasciare al caso?
Per rispondere a questa domanda dovrei scrivere un libro, ma sintetizzo dicendo che la cura delle attrezzature per il Tiratore Sub è semplicemente maniacale.
Nulla va lasciato al caso, affinché l’errore non costituisca un alibi per prendercela col fucile o con la pinna che secondo il nostro ego non ha fatto il suo dovere.
Ad esempio, come mi è stato insegnato, prima di ogni gara sostituisco la sagola di nylon al fucile da Tiro Libero in occasione dell’ultimo allenamento prima della gara e verifico in modo spasmodico ogni particolare della mia attrezzatura, prima e durante la competizione, soprattutto nel riporre il fucile e le altre attrezzature in modo da evitare che possano essere danneggiate accidentalmente o lasciando in giro vari pezzi di attrezzature, che non ti ritrovi nel momento in cui devi entrare in acqua per effettuare la tua prova.
La specialità in cui eccelli è il biathlon, pensi sia alla portata di tutti?
Assolutamente si!
A parte che non è che io eccelli, a dire il vero è solo dal 2008 che ho trovato la formula giusta per stare a ridosso dei Campioni veri di questa disciplina, traendo stimolo dai loro risultati.
Quando al mio primo Campionato Italiano nel 2004 vidi fare il Biathlon a Davide Mighali e Gianni Scapellato, il primo pensiero fu quello che non sarei mai riuscito a farlo nemmeno lontanamente.
I primi tentativi erano goffi e molto faticosi, ma poi col tempo e con l’applicazione metodica finalizzata all’acquisizione degli automatismi, i tempi si sono progressivamente abbassati e penso che posso ancora limare una decina di secondi, impegnandomi ancora di più!
A differenza del Tiro Libero in cui occorre fare un vero percorso interiore lungo qualche anno per cominciare a consolidare determinati risultati con continuità, nel Biathlon chiunque, con una metodica preparazione ed il dovuto impegno, può bruciare le tappe in pochissimo tempo e diventare competitivo.
Dai tre consigli ai neofiti e a coloro che vogliono affacciarsi a questa disciplina.
1) Il Biathlon non è così brutto come lo si dipinge… Cominciate con calma senza pretendere di fare subito tempi da capogiro, ma provate i percorsi ogni volta che potete, anche senza fucile;
2) Allenatevi con costanza e secondo dei percorsi graduali mirati ad acquisire e consolidare gli automatismi di questa disciplina, unico vero segreto per migliorare
3) Guardatevi su You Tube i video del Maestro Gianni Scapellato e fate come ho fatto io, copiate tutto quello che fa, nei minimi particolari! In poco tempo otterrete ottimi risultati!
Qual è il futuro del tiro a bersaglio subacqueo?
Mi piacerebbe dire roseo perché questo sport lo merita tutto ed è una vergogna che non sia praticato da un numero importante di atleti.
Il freno più grosso è la mancanza di impianti disponibili ad ospitare gli allenamenti e quindi la possibilità di fare provare ed avvicinare gente nuova.
Tuttavia, la politica lungimirante della Federazione fa ben sperare, così come l’impegno di molte società che stanno emergendo in modo molto brillante, coinvolgendo nuovi appassionati.
Qualcuno ci vede come l’alternativa “ecologica” alla pesca in apnea, ma non è assolutamente così e dobbiamo mantenere la nostra dignità ed identità di sport di Tiro come il più blasonato Tiro con l’Arco e le varie discipline di Tiro con le armi da fuoco, divenute discipline Olimpiche.
Il salto di qualità lo possiamo fare dando visibilità alla disciplina, facendoci conoscere con apparizioni in TV e giornali.
Ci stiamo lavorando, ci vuole del tempo, ma sono fiducioso!